E come il mare nel mare, la carta sulla carta.
Non saprei dire come mi sentissi realmente, molte sensazioni si accavallavano le une sulle altre appoggiandosi di schiena, voltandosi naso a naso come fanno due calamite avvicinate sullo stesso polo.
Ieri sera ho ritrovato un frammento di pace tanto da chiedermi se la mia vita non si trovi nascosta tra i rami dei miei alberi, nel contorno delle mie colline, nella piega che il fiume fa tra i campi piani e l’autostrada.
Di certo il silenzio mi parlava ed io lo sono stata a sentire; si è mangiato in breve parte della rabbia che a volte mi si trasforma in cattiveria e avrei voluto s’ingoiasse il mio malessere, non che si limitasse a consolarmi, non a consigliarmi ma a dirmi cosa devo fare proprio. Proprio.
Vedo le bugie e non lo so se me le invento o se sono reali. C’è che a volte penso di impazzire.
Non mi fido, non ho certezze, nessuno su cui appoggiarmi, vedo cose scivolarmi dalle mani e non so e non tento di fermarle, riportarmele indietro.
Vedo me stessa aspettare che finiscano di cadere e se non ci penso è per il male che mi fanno.
Niente tornerà e andiamo avanti, andiamo alla deriva.
Nel silenzio più assoluto di un ogni tanto.
E per dovere io ci provo a urlare.
Di nuovo a bordo della mia barchetta mi lascio andare
e come il mare nel mare
la carta sulla carta.

E come mi mancano le tue parole. E come è bello ritrovarle sempre.
La tua più accanita fan
Piccola… <3