Si può essere i peggiori nemici di se stessi.

Si può essere i peggiori nemici di se stessi.
Così mi ritrovo a dare battaglia a me stessa.
E’ la guerra più difficile.
La lotta costante contro l’ansia che ti si aggrappa ai polmoni, le situazioni a cui non riesci a dare un senso mentre pensi che un senso probabilmente neppure ce l’hanno, le discussioni amichevoli del “fai così – fai cosà – fai attenzione – sei sicuro?”
Io sono sicura di una cosa sola ma non la dirò. Tutto il resto sembra un “ti prosciugo” mascherato da affetto decennale. Ma anche no.
Bisognerebbe pensare prima di dire, fare, mentre io continuo a preoccuparmi pure di cose che non mi riguardano, pure di cose per cui chiunque altro tirerebbe il mondo in aria.
C’è un bel vento che porta via foglie e pensieri questa sera, ma nessun vento potrà mai strappare le pagine del cuore; impressioni di settembre che si susseguono, autunno dopo autunno, parola dopo parola, e mentre i mesi scorrono sulle cose della vita e su di noi, c’è un tempo di segreta bellezza e pagine d’emozioni che sfidano fiere le regole di questo strano, pazzo, sconclusionato, meraviglioso andare.
Prendi ad esempio le ragnatele, controluce neanche le vedi e se le porta via il vento, eppure chi le tesse sa che sono solide, un riparo sicuro. Nel corso della vita tessiamo anche noi. Fili trasparenti. Indissolubili…