Il suono di una


Sono le tre di una domenica pomeriggio e il tintinnio dello scacciaspiriti della tizia di sotto sembra, al contrario, voler richiamare i morti.

Ho provato ad ascoltare il silenzio di questa mia California pressata sotto i refoli della prima vera aria fredda e sola ma un cane abbaia da qualche parte e le ultime foglie sembrano frinire a tratti come ali di cicala.
Penso alla voce bella di lui che cela parole dietro ai gesti che si devono fare: Buonasera. Auguri. Piacere. i suoi passi dietro alla bimba più grande di sua madre.
Siamo soli tutti e due credo e a volte lo spero per non essere sola da sola, come se il sentirsi soli in due renda più vicine le persone e la solitudine cessasse di esistere di conseguenza.
Spesso lasciamo fare la vita per paura di noi stessi o degli altri o del dover ricominciare e io lo so che è duro rifare daccapo, che poi le case non sono più le case e così le strade.
Doveva succedere vent’anni fa, incontrarsi e riconoscersi quando il tempo non aveva ancora fatto danno, allora andava bene.
E adesso le voci erano due o tre ma facevano il suono di una.

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  • Commenti (2)
    • Mimì
    • 21 dicembre 2011

    L’ultima frase è micidiale ciccia. Anche il resto però :-)

    • Pap’
    • 2 gennaio 2012

    @Mimì
    eh… uff. Amica mia… la mia vita non ha nè capo nè coda

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